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Conversion Rate Optimization (CRO): guida all’ottimizzazione del tasso di conversione

Conversion Rate Optimization (CRO): guida all’ottimizzazione del tasso di conversione

Lavorare alla Lead Generation per il proprio sito web significa non solo garantire popolarità e stimolare la crescita del traffico utenti, ma anche conoscere le tecniche giuste volte a trasformare le semplici visite in un processo automatico di acquisizione clienti: è proprio di questo che si occupa la CRO (Conversion Rate Optimization).

Ottimizzazione del tasso di conversione: di che si tratta?

Diventare “facilmente reperibili” online ed accompagnare (ed incanalare) i potenziali clienti nel cosiddetto “imbuto della conversione” sono i due meccanismi fondamentali dell’Inbound Marketing, che si interfacciano tra loro per garantire il miglior risultato ottenibile.

Ogni visitatore, ogni follower, infatti, rappresenta un potenziale cliente in grado di completare gli obiettivi desiderati: ottimizzare il numero di azioni in base a quello delle visite significa, quindi, conquistare un pacchetto clienti più o meno fidelizzato e portare nuovi introiti all’azienda in maniera (relativamente) regolare.

Ma come operare in questa direzione?

Analisi e strumenti

Aumentare il tasso di conversione, quindi, come abbiamo visto, significa accrescere la percentuale di visitatori del sito che completa l’obiettivo prestabilito: in termini pratici, per calcolare questa quantità, bisogna moltiplicare per 100 il rapporto tra il numero delle azioni eseguite e quello delle visite.

CRO (%) = (Azioni/Visite)*100

Per viaggiare nella direzione dell’ottimizzazione sono necessari due elementi fondamentali:

  • i numeri fuoriusciti dall’analisi dei dati;
  • gli strumenti giusti per intervenire.

La fase analitica è quella che studia il comportamento degli utenti (statistiche degli accessi, numero di pagine visitate, tempo trascorso sul portale etc) avvalendosi di strumenti di monitoraggio come Google Analytics, sondaggi, interviste, heatmaps (mappe di calore), clickmaps e tantissimi altri.

Ottenuto un Report dettagliato ci si può concentrare sugli obiettivi primari da soddisfare, ovviamente diversi e specifici di caso in caso, per poi lasciare intervenire uno o più software di Marketing Automation per assolvere al compito, anche in maniera ricorsiva.

Marketing e Testing Automation

La Business Intelligence è nata proprio per creare delle strategie a partire da un ammasso di dati che, in passato, era difficile da analizzare perché mancavano gli strumenti adatti per farlo.

Con i software di Marketing Automation, oggi, è divenuto possibile targetizzare il pubblico, veicolare i contenuti in base a regole imposte a priori e catalizzare l’attenzione del potenziale cliente indirizzandoli meglio e sfruttandone anche, ad esempio, di dinamici, come coupon, newsletter etc.

Una volta “accalappiato” l’utente, comincia la vera e propria fase di test attraverso lo “split” del website e/o della landing page, proponendone due versioni diverse (quella originale ed una con una variante) a fette differenziate di pubblico, avendo cura di raccogliere tutti i dati utili per trarre delle conclusioni univoche per la scelta della futura conduzione aziendale.

Questi test vengono eseguiti attraverso un’opportuna strumentazione software (disponibile anche freemium, come il tool Google Optimize) e si dividono in A/B Test o Test Multivariati a seconda del numero di variabili coinvolte nello split.

Questo tipo di procedura si rivela ideale anche in ambiti di Remarketing, dove gli obiettivi sono quegli utenti che, tracciati attraverso cookie, si è sicuri che siano stati già visitatori anche senza, magari, completare alcuna azione particolare. In questo caso, ottimizzare le conversioni è ancora più semplice: la risposta positiva alla call to action è, infatti, più probabile in quanto si tratta di utenti che hanno già mostrato interesse per il prodotto!

Conclusioni

Ragionare in termini di CRO significa imparare a relazionarsi con il pubblico, a conoscerne gusti, inclinazioni, interessi e persino debolezze: stilare dei Report in base ad una quantità significativa dei dati ottenuti implica dare delle stime, in termini statistici, di quale proposta possa risultare più accattivante, in modo da generare una risposta positiva ad una call to action, qualunque sia la sua funzione.

In questo modo, e procedendo in maniera ricorsiva, testando, di volta in volta, sempre nuovi elementi, si può ottenere il portale perfetto: non solo forgiato in base ai desideri e alla “personalità” aziendale, quindi, ma anche modificato e scolpito in base a ciò che è capace di coinvolgere maggiormente il pubblico.

L’unica vera garanzia, insomma, di ritagliarsi un posticino nell’Olimpo delle solide aziende del nostro tempo.

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole.

Blogger, Copywriter, Editor freelance.

Tutor di Matematica e Fisica.

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